Ad un anno dalla mia prima collettiva – Roma, Palazzo Ferrajoli, 26 aprile 2019

Era il 26 febbraio 2019 ed ero in macchina con il mio amico Emanuele, col quale stavamo raggiungendo altri amici per un pranzo in compagnia; mi squillò il telefono -Roma- era la scritta che compariva sotto al numero sullo schermo. Esitai a rispondere, quasi irritato pensando alle solite chiamate di marketing. Risposi.

Dal telefono uscì una voce maschile, che mi chiedeva conferma della mia identità e che, dopo la mia risposta affermativa, iniziò a complimentarsi per il mio dipinto Polifonia del rosso in uno spazio aperto (a destra nella foto in alto), che 6 giorni prima avevo iscritto ad un concorso trovato su Instagram. Era il dottor Giovanni di Luna, responsabile del concorso, che, colpito dal mio quadro, volle sapere di più su di me, sulla mia storia ed il mio percorso artistico.

Iniziai timidamente a raccontare di me e della mia arte, stordito da ciò che mi aveva appena detto…parole che non credevo reali, se non fossero state confermate dal mio amico Emanuele, che ascoltava in vivavoce e che ringrazio di cuore.

Dopo il mio breve racconto, il dott. Di Luna mi propose di partecipare alla collettiva, organizzata dalle edizioni Pagine, per le quali lui lavora, prevista per il 26 aprile prossimo; gli dissi che avrei dovuto organizzarmi in Ikea, perché non avevo pianificato ferie per quel periodo e che lo avrei richiamato il prima possibile. Inutile dire che non ricordo cosa mangiammo a pranzo, ancora stordito ed incredulo com’ero.

Il giorno dopo parlai con il mio responsabile in Ikea (il Signor Giovanni Carrera, che colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente) ed ottenni le ferie.

Partii per Roma in treno il 25 aprile di pomeriggio, accompagnato dal mio amico Matteo, compagno di mia cugina Claudia e papà della mia splendida nipotina Allison (ringrazio tutti e tre di cuore), con il mio imballo gigante, contenente i tre quadri della foto in alto (tutto il materiale di imballaggio mi è stato fornito da Matteo). Giunsi a Roma intorno alle 21 e presi stanza nell’albergo convenzionato con l’organizzazione.

La mattina dopo presi la metro con il mio imballo a spalle, scesi a Piazza del popolo (la fermata di Piazza di Spagna era chiusa), attraversai via del Corso semideserta (erano le 8 e 30 del mattino) e raggiunsi Palazzo Ferrajoli, sede dell’esposizione. Esposi i miei dipinti sui cavalletti forniti dall’organizzazione e mi aggirai per le sale del Palazzo, ammirando i dipinti e le sculture degli altri artisti che partecipavano all’esposizione. Conobbi anche una bellissima ragazza, pure lei artista, che purtroppo era già fidanzata.

Dopo un’oretta uscii a fare due passi e, raggiunti i vicini Fori Imperiali, ricevetti la chiamata della mia amica Ilenia, che era venuta col marito Walter ed il figlioletto Giacomo a vedere la mostra. Fu l’occasione per rivedere un’amica che conosco fin da quando, da bambini, trascorrevamo le vacanze a Rimini, insieme ad altri amici coi quali siamo ancora tutti strettamente legati.

Poco dopo mi chiamò il mio amico David di Brescia, che era a Roma con la famiglia e che, saputo della mostra, era fuori dal Ferrajoli ad aspettarmi. Visitammo insieme l’esposizione e fotografò i miei dipinti. Nel pomeriggio anche Emanuela, sorella di Ilenia, venne a visitare l’esposizione.

Nel pomeriggio, dalle ore 15, si tenne la presentazione del Prof. Plinio Perilli, che parlò di ciascun dipinto e scultura in esposizione, chiamando gli artisti di fronte alla platea; un’occasione unica di ammirare, guidati da vicino, l’operato di chi oggi produce arte con impegno, passione e amore. Terminata la presentazione, conobbi di persona il Dott. Di Luna, che mi invitò per il lunedì (29 aprile) a presenziare, con la mia Polifonia, nella trasmissione curata dal Prof. Perilli, in cui ebbi l’occasione di parlare del mio dipinto davanti ad una platea televisiva. La puntata andò in onda qualche sera dopo sul canale 828 di Sky.

Ringrazio sentitamente il mio amico Walter, marito di Ilenia, per avermi accompagnato in macchina agli studi televisivi, che stanno alla Tiburtina, un bel po’ fuori Roma; senza il suo aiuto avrei dovuto rinunciare alla trasmissione.

L’esperienza romana rappresenta la mia prima uscita pubblica al di fuori della mia amata città di Brescia, ed è stata il trampolino per altre occasioni espositive di cui parlerò nei prossimi articoli.

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