Hal 9000: riflessione sul tempo presente.

Oggi è il 25 aprile 2020 e, scrivendo da Brescia, in piena emergenza Covid, si impone una riflessione sulla condizione presente e sulla nostra posizione nel cosmo.

Piccoli, circondati da un universo turbolento ed ostile, dove collisioni apocalittiche di corpi celesti ed esplosioni di stelle avvengono di norma, sprigionando un’energia che non siamo in grado di immaginare se non attraverso calcoli ed osservazioni (e resta comunque difficile), soli nel cosmo, per quel che ne sappiamo, siamo oggi qui a lottare contro un nemico invisibile, che ci sta rubando affetti e momenti di condivisione e che lascerà un tragico ricordo e delle cicatrici visibili in ognuno di noi.

Come Hal 9000, il computer di bordo che nel capolavoro di Kubrik 2001 Odissea nello spazio uccide tutto l’equipaggio dell’astronave in viaggio verso Giove, tranne il protagonista, questo virus sfugge al nostro controllo. Come la musica di Ligeti, che commenta la seconda parte del film, esso striscia e ci avvolge subdolo e misterioso, fa strage dei nostri concittadini, ci lascia soli a combattere contro questa specie di Nulla.

Solo la lucida riflessione sulla nostra condizione di esseri viventi, fenomeno unico nell’universo, nonostante la presenza di miliardi di galassie, composte ciascuna da miliardi di stelle e miliardi e miliardi di pianeti, può renderci consapevoli dell’inestimabile valore della Vita, di ogni singolo momento, che sprecare nell’inerzia e nella pigrizia è un crimine pari all’omicidio.

Chi ha il coraggio della Verità?

Nel mio quadro Hal 9000 – omaggio a Stanley Kubrik (foto in alto), l’occhio di Hal ci guarda in primo piano, terribile e muto come il Covid, ma anch’esso viaggia veloce verso il misterioso spazio nero a destra del dipinto, a cui nulla sfugge, immagine ed incognita del destino ultimo del Tutto e della nostra stessa vita. Monito del Tempo, contato per tutti.

L’augurio per tutti noi, in questo giorno di Liberazione, è la conclusione del film di Kubrik: la rinascita, il bambino delle stelle che compare nell’ultima scena, come simbolo di speranza in un Uomo Nuovo, che sorge dalla Vittoria contro le ostilità.

Un Uomo Nuovo, che conosce il rispetto verso il prossimo e verso il Pianeta, l’unico che, dopo millenni di studi ed osservazioni, è in grado di ospitare la Vita.

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